Nel centenario della Mother Road, il Friuli Venezia Giulia può trasformare la memoria dell’emigrazione in racconto internazionale.
Ci sono regioni che si misurano in chilometri quadrati. E poi ci sono regioni che si misurano anche nelle storie che hanno lasciato nel mondo.
Il Friuli Venezia Giulia appartiene a questa seconda categoria. È una terra piccola sulla carta geografica, ma grande nella memoria di chi è partito, di chi ha costruito futuro lontano da casa e di chi, anche a migliaia di chilometri di distanza, ha continuato a riconoscersi in una lingua, in un cognome, in un modo di lavorare, in una tavola apparecchiata, in un senso profondo di appartenenza.

Questa dimensione internazionale non è soltanto un sentimento. È una rete reale. L’Ente Friuli nel Mondo, fondato a Udine il 20 giugno 1953 e riconosciuto di interesse regionale dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, promuove i collegamenti con i friulani residenti in Italia e all’estero attraverso associazioni spesso costituite come Fogolârs Furlans o Famee Furlane. Oggi questa rete conta circa 150 sodalizi attivi e oltre 20.000 soci affiliati in ogni continente.
Questi numeri raccontano una verità importante: il Friuli Venezia Giulia non termina ai suoi confini amministrativi. Continua nelle comunità, nelle famiglie, nei ricordi, negli incontri e nelle relazioni costruite da chi è partito e da chi, pur vivendo lontano, non ha mai smesso di sentirsi parte di una storia comune.
Nel 2026, questa storia può incontrare un altro grande racconto di movimento: quello della Route 66.

La Mother Road celebra i suoi 100 anni proprio nel 2026. La U.S. Route 66 Centennial Commission è stata istituita dal Congresso americano con la Public Law 116-256, firmata il 23 dicembre 2020, per raccomandare iniziative adeguate a celebrare il centenario della strada. Non si tratta quindi soltanto di un anniversario turistico, ma di una ricorrenza riconosciuta ufficialmente a livello istituzionale negli Stati Uniti.
La Route 66 è lunga circa 2.400 miglia e attraversa due terzi del continente americano. È una linea simbolica che collega est e ovest, passato e presente, comunità rurali e grandi città.
È proprio qui che il Friuli Venezia Giulia può trovare una chiave narrativa forte e autentica. La Route 66 racconta l’America in movimento. Il Friuli racconta una terra che conosce profondamente il significato della partenza. Da una parte c’è la strada più iconica degli Stati Uniti; dall’altra una regione che ha visto partire generazioni di uomini e donne verso il mondo.
Raccontare il Friuli Venezia Giulia lungo la Route 66 significa portare questa memoria dentro uno scenario internazionale già vivo, riconosciuto e seguito. Significa parlare di emigrazione senza nostalgia sterile, ma come patrimonio culturale. Significa mostrare come una regione di confine possa diventare protagonista di un racconto globale, capace di unire turismo, storia, comunicazione, radici e promozione territoriale.
Perché il Friuli non è solo un luogo da cui si parte.
È una radice che continua a viaggiare.




