Baja dello Stella 2026: polvere, velocità e spettacolo nel cuore del Friuli
RIVIGNANO TEOR . Quarantotto veicoli, oltre 90 chilometri di prove speciali, un mix di vetture Cross Country e auto da rally e tre giorni vissuti a tutto gas. La Baja dello Stella 2026, è andata in scena dal 25 al 27 settembre tra Rivignano Teor e i comuni limitrofi. Ha regalato un’edizione ricca di contenuti tecnici e spettacolo, confermandosi come uno degli appuntamenti più interessanti del Campionato Italiano ACI Cross Country.
A rendere particolarmente affascinante questa edizione è stata ancora una volta la formula che ha portato sulla stessa linea di partenza due mondi apparentemente lontani. Ma capaci di trovare nel fondo sterrato un terreno comune. Da una parte i prototipi e i mezzi Cross Country, progettati per affrontare percorsi impegnativi con caratteristiche tecniche specifiche; dall’altra le agili e velocissime vetture da rally.
Il risultato è stato un confronto dal grande impatto spettacolare, con vetture molto diverse tra loro ma accomunate dalla ricerca della massima velocità sulle strade bianche friulane.
Dallo shakedown al prologo: la Baja entra nel vivo
La manifestazione ha iniziato a scaldare i motori nella giornata di venerdì, con le verifiche tecniche e amministrative che hanno preceduto lo shakedown.
Per piloti e navigatori si è trattato del primo vero contatto con il terreno di gara: una fase fondamentale per verificare il comportamento delle vetture, affinare gli assetti e prendere confidenza con le condizioni del fondo.
Nel pomeriggio è arrivato il primo confronto con il cronometro. Il prologo di circa 6 chilometri, allestito nel territorio di Teor, ha rappresentato il primo banco di prova della Baja, permettendo agli equipaggi di iniziare a costruire la propria classifica.
Ma la giornata non si è conclusa con i motori spenti.
In serata la carovana si è trasferita nel centro di Rivignano, dove la presentazione degli equipaggi ha portato le vetture e i protagonisti direttamente a contatto con il pubblico. Sul palco allestito in piazza, i concorrenti sono stati presentati uno a uno, mentre il Rally Village, con musica e intrattenimento, ha trasformato la serata in una vera festa dei motori.
Baja dello Stella 2026: Quattro prove da 22 chilometri
Sabato mattina il ritmo è cambiato radicalmente. Con quattro prove speciali da 22 chilometri ciascuna, la Baja è entrata nella sua fase più impegnativa.
Oltre 88 chilometri di gara cronometrata, ai quali si aggiunge il prologo del venerdì, hanno messo alla prova la capacità degli equipaggi di mantenere ritmo e concentrazione per tutta la giornata.
Le prove, sviluppate attraverso le campagne di Rivignano Teor e dei territori circostanti, hanno proposto un terreno particolarmente adatto a esaltare le caratteristiche delle vetture. Il fondo sterrato, le velocità elevate e la necessità di trovare il giusto compromesso tra aggressività e gestione hanno trasformato ogni chilometro in una sfida tecnica.
Per le vetture Cross Country la capacità di assorbire le asperità e mantenere trazione e motricità è stata fondamentale. Per le auto da rally, invece, la rapidità nei cambi di direzione e la precisione nella ricerca delle traiettorie hanno permesso di sfruttare al massimo la loro agilità.
Ed è proprio questa diversità tecnica ad aver rappresentato uno degli elementi più interessanti dell’edizione 2026.
Baja dello Stella 2026: la Škoda Fabia detta il ritmo tra le Rally
Nel confronto riservato alle vetture Rally, la prestazione migliore è stata quella della Škoda Fabia di Carniello e Budoia.
L’equipaggio ha interpretato con efficacia le quattro prove, riuscendo a portare la vettura davanti a tutti nella classifica Rally.
Alle loro spalle si sono inseriti i carnici Piergiorgio Di Piazza e Alessandro Martinis, protagonisti di una gara molto competitiva con la Hyundai i20 N. Il distacco finale di appena 15 secondi racconta bene l’equilibrio che ha caratterizzato la sfida.
Terza posizione per Succi con la Mitsubishi Lancer Evo, vettura che ha portato sulla terra tutta la sua esperienza e il proprio patrimonio tecnico.
Il confronto tra Škoda, Hyundai e Mitsubishi ha aggiunto così un ulteriore ingrediente tecnico a una gara già particolarmente ricca di protagonisti.
Benettolo-Musiari: il Taurus vola sullo sterrato friulano
Nella classifica assoluta della competizione Cross Country, a salire sul gradino più alto del podio è stato Riccardo Benettolo, autore di una gara di grande consistenza al volante del suo Taurus.
Il prototipo si è dimostrato particolarmente efficace sui veloci sterrati della Baja, dove la capacità di sfruttare trazione, motricità e percorrenza ha permesso a Benettolo di costruire una prestazione vincente.
Al suo fianco, un ruolo fondamentale è stato quello della navigatrice Martina Musiari. In una gara Cross Country, dove velocità e precisione della navigazione devono convivere senza margine d’errore, il lavoro dell’equipaggio rappresenta una componente decisiva del risultato.
Benettolo e Musiari hanno quindi portato il Taurus sul gradino più alto del podio, al termine di una gara nella quale hanno saputo combinare velocità e regolarità.
Baja dello Stella 2026 : Garamvölgyi e Schiumarini completano il podio
Seconda posizione assoluta per il pilota ungherese Zoltán Garamvölgyi, protagonista con il Garilla Evo X3.
Un risultato importante per il pilota straniero, capace di inserirsi nelle posizioni di vertice della Baja e di confermare il carattere internazionale della manifestazione.
Terzo posto invece per Andrea Schiumarini, al volante del Can-Am Maverick del R Team.
Il side-by-side si è confermato ancora una volta un mezzo estremamente interessante anche in una competizione caratterizzata da ritmi elevati, grazie alle sue doti di agilità e alla capacità di affrontare efficacemente i fondi sterrati.
La storia nella storia: Martin Cisella e una crescita iniziata proprio qui
Tra i risultati che raccontano meglio lo spirito della Baja dello Stella c’è anche quello di Martin Cisella.
Di origine argentina, Cisella è entrato nel mondo del Cross Country soltanto nel 2025. E il suo debutto non è avvenuto in un luogo qualsiasi: è arrivato proprio alla Baja dello Stella 2025.
Un anno dopo, il pilota è tornato sulle stesse strade con un bagaglio di esperienza completamente diverso. Così ha trasformato quei primi chilometri di apprendistato in un risultato concreto.
Il quinto posto assoluto conquistato nell’edizione 2026 rappresenta così una tappa significativa nel suo percorso di crescita. In appena una stagione, Cisella ha dimostrato di aver acquisito maggiore confidenza con una disciplina nella quale velocità, navigazione, gestione del mezzo e capacità di adattamento sono elementi imprescindibili.
Certo. Inserirei il riferimento al Team Tecnosport Rally nella parte dedicata ai protagonisti, con un tono coerente con il taglio giornalistico dell’articolo:
Tecnosport Rally, tre vetture e una storia che continua
Da sottolineare anche la buona performance del Team Tecnosport Rally, presente alla Baja dello Stella con ben tre veicoli. Tra questi ha catturato inevitabilmente l’attenzione lo splendido Nissan Patrol Y60 dei primi anni Novanta, affidato a Maurizio Traglio. Un mezzo capace di evocare tanti ricordi e una storia di vittorie davvero importante nel mondo del fuoristrada e del Cross Country. Una presenza dal forte valore sportivo e anche emotivo, resa ancora più particolare dalla partecipazione del figlio Lorenzo Traglio, al volante del Nissan Terrano LR50, a testimonianza di un legame con le competizioni fuoristrada che attraversa le generazioni.
Lo collocherei subito dopo il paragrafo su Benettolo-Garamvölgyi-Schiumarini, prima della storia di Martin Cisella: in questo modo il riferimento al Team Tecnosport diventa un ulteriore tassello del racconto dei protagonisti della Baja.
Quando la tecnica incontra lo spettacolo
La forza della Baja dello Stella sta anche nella sua capacità di trasformare la competizione in uno spettacolo capace di coinvolgere il pubblico.
Da una parte il cronometro, gli assetti, le traiettorie, la scelta degli pneumatici e il lavoro di piloti e navigatori. Dall’altra il pubblico, il Rally Village, la musica e una piazza di Rivignano trasformata per una sera nel cuore pulsante della manifestazione.
È questa combinazione tra agonismo e territorio ad aver caratterizzato l’edizione 2026.
La presenza contemporanea di 48 veicoli, con ben 13 vetture da rally, ha poi aggiunto una dimensione ulteriore alla competizione. Vedere affrontare gli stessi sterrati a prototipi Cross Country e vetture nate per il rally ha permesso di apprezzare, chilometro dopo chilometro, le differenti filosofie tecniche che stanno alla base delle due discipline.
E proprio questa varietà ha reso la Baja dello Stella 2026 una gara da vivere non soltanto attraverso le classifiche. Ma soprattutto attraverso le immagini, i rumori e le sensazioni che solo una competizione sulla terra sa regalare.
Baja dello Stella 2026: una Baja che lascia il segno
Tre giornate intense, quasi 90 chilometri di prove speciali al sabato, un prologo, 48 veicoli e un confronto tecnico particolarmente ricco.
La Baja dello Stella 2026 ha chiuso così la propria tre giorni friulana con un bilancio fatto di sport, spettacolo e passione. Con Riccardo Benettolo e Martina Musiari sul gradino più alto del podio Cross Country e Carniello-Budoia davanti a tutti tra le vetture Rally.
Ma al di là dei risultati, ciò che resta è la capacità della manifestazione di portare il motorsport direttamente nel territorio. Dalle campagne di Rivignano Teor alle vie del centro, dagli sterrati percorsi a tutta velocità alla festa del Rally Village.
Una formula che funziona e che, anche nel 2026, ha dimostrato quanto il connubio tra Cross Country, Rally e territorio friulano possa trasformarsi in uno spettacolo capace di coinvolgere concorrenti, appassionati e pubblico.



















