Il fuoristrada viene normalmente associato a pneumatici tassellati, ridotte, ponti rigidi, blocchi dei differenziali e veicoli capaci di infilarsi in posti dove una normale automobile avrebbe già presentato le dimissioni. Domenica 13 settembre, però, al Caotic Motor Pork di Bagnolo San Vito abbiamo incontrato un modo completamente diverso di vivere la stessa filosofia: mezzi lunghi poche decine di centimetri, motori elettrici, radiocomandi e percorsi costruiti appositamente per mettere alla prova trazione, articolazione e capacità di guida.
Protagonista di questo piccolo universo era S.C.C. Scaler, community attiva nel modellismo radiocomandato dinamico e in particolare nel settore degli scaler e dei crawler, due categorie che negli ultimi anni sono riuscite a costruire attorno a sé un seguito sempre più importante anche in Italia.
A prima vista qualcuno potrebbe considerarli semplicemente modellini radiocomandati. Basta però fermarsi qualche minuto davanti alla pista per capire che la questione è parecchio più interessante.
Quando il modellismo incontra il vero fuoristrada
La particolarità di scaler e crawler è quella di riprodurre, in scala ridotta, buona parte delle problematiche che si incontrano guidando un vero 4×4.
Non conta semplicemente arrivare dall’altra parte del percorso, perché prima bisogna capire come arrivarci. Occorre scegliere una traiettoria efficace, controllare dove vengono posizionate le ruote, evitare che il telaio rimanga appoggiato su una roccia e sfruttare nel modo migliore l’escursione delle sospensioni.
Su un passaggio laterale entra in gioco il baricentro, mentre durante una salita una dose eccessiva di acceleratore può far perdere aderenza invece di migliorare la motricità. In alcuni punti pochi centimetri nella scelta della traiettoria sono sufficienti a trasformare un ostacolo relativamente semplice in un passaggio impossibile.
Per chi pratica fuoristrada con veicoli a grandezza naturale sono concetti molto familiari. È probabilmente proprio questo uno dei motivi per cui il mondo scaler riesce ad attirare anche persone che non hanno mai frequentato prima il modellismo RC.
Cambiano le dimensioni del mezzo, ma la lettura del terreno rimane sorprendentemente simile.
Scaler e crawler non sono esattamente la stessa cosa
All’interno di questo settore convivono filosofie differenti.
Il crawler nasce soprattutto per affrontare ostacoli tecnici e arrampicarsi su superfici particolarmente difficili. La progettazione privilegia quindi escursione delle sospensioni, altezza libera da terra, trazione e distribuzione dei pesi, mentre il realismo estetico può diventare secondario rispetto alle prestazioni.
Lo scaler, come suggerisce il nome, cerca invece di riprodurre il più fedelmente possibile un vero fuoristrada.
Ed è qui che il livello di dettaglio può diventare impressionante.
Le carrozzerie vengono personalizzate con paraurti, verricelli, snorkel, portapacchi, piastre, ruote di scorta e sistemi di illuminazione, mentre alcuni appassionati arrivano a realizzare abitacoli completi, accessori da viaggio e riproduzioni di preparazioni realmente esistenti.
Il mezzo non deve semplicemente funzionare bene: deve anche muoversi e apparire come un vero 4×4.
Per questo lo scaler si trova esattamente a metà strada tra modellismo, preparazione tecnica e guida fuoristrada.
Dal garage degli appassionati a un vero settore del modellismo
Il rapporto tra modellismo radiocomandato e fuoristrada ha radici piuttosto lontane. Già negli anni Ottanta esistevano modelli particolarmente sofisticati dotati di telai separati, ponti rigidi e soluzioni meccaniche ispirate ai veri veicoli 4×4, ma il crawler moderno ha iniziato a svilupparsi soprattutto nei primi anni Duemila.
All’epoca erano gli stessi appassionati a trasformare modelli esistenti in mezzi capaci di arrampicarsi sulle rocce, modificando telai, bloccando differenziali, aumentando l’articolazione delle sospensioni e combinando componenti provenienti da veicoli differenti.
Era una fase estremamente artigianale, molto simile a quella vissuta dal fuoristrada reale nei suoi primi decenni: si prendeva ciò che esisteva e si cercava di capire come renderlo più efficace.
Un passaggio importante avvenne nel 2007 con l’arrivo dell’Axial AX10 Scorpion, uno dei primi modelli progettati specificamente per il rock crawling e capace di rendere questa disciplina accessibile a un pubblico molto più ampio.
Poco tempo dopo sarebbe arrivata la piattaforma SCX10, destinata a diventare uno dei riferimenti dello scale crawling e a spostare ulteriormente l’attenzione verso mezzi capaci di unire prestazioni fuoristradistiche e realismo.
Da quel momento il settore ha continuato a evolversi, fino ad arrivare alla quantità di modelli, componenti e preparazioni disponibili oggi.
La preparazione diventa parte del divertimento
La somiglianza con il 4×4 vero diventa ancora più evidente quando si comincia a parlare di modifiche.
Pneumatici differenti possono cambiare completamente la capacità di affrontare una superficie, mentre intervenire su ammortizzatori, molle e geometrie delle sospensioni permette di modificare il comportamento del mezzo sugli ostacoli.
Si può lavorare sulla distribuzione dei pesi per abbassare il baricentro, scegliere un servo dello sterzo più potente, modificare i rapporti di trasmissione oppure intervenire sull’elettronica per ottenere una risposta più precisa ai bassissimi regimi.
Il principio è praticamente identico a quello utilizzato nella preparazione di un vero fuoristrada: si parte dal mezzo, lo si utilizza, si scoprono i suoi limiti e successivamente si interviene per migliorarne il comportamento.
Naturalmente, una volta iniziato, fermarsi può diventare complicato.
Il modellismo scaler offre infatti una quantità enorme di componenti aftermarket e la possibilità di personalizzare praticamente qualsiasi dettaglio, dal comportamento meccanico fino all’ultimo accessorio montato sulla carrozzeria.
S.C.C. Scaler: soprattutto una community
La parte più interessante dell’esperienza vista domenica non riguarda però soltanto i veicoli.
S.C.C. Scaler è prima di tutto una community, e questo elemento avvicina ancora una volta il mondo RC alla realtà dei club fuoristrada.
Una pista permette agli appassionati di incontrarsi, provare configurazioni differenti, confrontare le preparazioni e osservare come altri piloti affrontano lo stesso ostacolo. Il confronto diventa quindi parte dell’esperienza, perché una soluzione vista funzionare sul mezzo di un altro appassionato può suggerire una modifica oppure semplicemente una traiettoria diversa.
C’è poi tutto il lavoro necessario alla costruzione del percorso.
Una pista scaler efficace non è una successione casuale di pietre e pezzi di legno, ma deve proporre difficoltà differenti, alternare superfici, mettere alla prova motricità e sospensioni e consentire a mezzi con preparazioni diverse di trovare passaggi interessanti.
È esattamente ciò che abbiamo potuto osservare durante la giornata di Bagnolo San Vito, dove la presenza di S.C.C. Scaler ha aggiunto all’evento un’altra interpretazione della cultura off-road.
Una disciplina adatta anche a chi vuole iniziare
Il modellismo scaler ha inoltre un vantaggio non trascurabile: permette di avvicinarsi alla tecnica del fuoristrada con costi e spazi completamente differenti rispetto a un mezzo 1:1.
Naturalmente non significa che guidare un RC prepari automaticamente ad affrontare un percorso impegnativo con una vettura da due tonnellate, ma alcuni principi possono essere osservati in maniera estremamente intuitiva.
Vedere come cambia il comportamento aumentando l’altezza da terra, spostando un peso oppure montando pneumatici differenti consente di capire immediatamente concetti che, sul veicolo reale, richiedono interventi decisamente più costosi.
Per questo scaler e crawler possono rappresentare anche un ottimo punto d’ingresso per i più giovani, mettendo insieme meccanica, elettronica, capacità manuale e controllo del mezzo.
Invece di limitarsi a utilizzare un radiocomando, si impara progressivamente a comprendere ciò che accade sotto la carrozzeria.
Il fuoristrada può essere grande anche trenta centimetri
La visita a S.C.C. Scaler ha mostrato soprattutto quanto il concetto di fuoristrada possa essere più ampio di quanto siamo abituati a immaginare.
Qui non ci sono cilindrate, cavalli o coppie da centinaia di Newton metro, ma rimangono la ricerca dell’aderenza, la preparazione del veicolo, la capacità di leggere un ostacolo e quella continua voglia di migliorare qualcosa che accomuna praticamente ogni appassionato di 4×4.
C’è poi la componente più importante: la condivisione.
Perché alla fine un crawler utilizzato da solo nel giardino di casa può essere divertente, ma una giornata trascorsa su una pista insieme ad altri appassionati trasforma completamente l’esperienza.
Ed è proprio questa la dimensione che realtà come S.C.C. Scaler riescono a creare.
Se fino a oggi avete considerato scaler e crawler semplicemente delle automobili radiocomandate, probabilmente vale la pena osservare una vera pista da vicino.
Potreste scoprire che il fuoristrada funziona perfettamente anche in scala 1:10.
L’unico problema è che potreste poi voler iniziare.
E, come succede spesso nel mondo del 4×4, il primo mezzo difficilmente rimane originale a lungo.
Dove seguire S.C.C. Scaler
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Per chi invece vuole avvicinarsi al mondo scaler e crawler e cercare appassionati, piste ed eventi anche in altre zone d’Italia:














