Frangivento

Frangivento

Testo e foto Leo Messana

 

Frangivento: Un elicottero, una gatto delle nevi e due hypercar full electric sulle vette delle nostre magnifiche Dolomiti. Voi direte che cosa c’entrano. Ebbene queste due hypercar sono il frutto del know how, dell’esperienza e del meglio del made in Italy. Frangivento Asfanè (quella rossa) e Frangivento Charlotte (quella bianca) hanno conquistato queste cime in modi spettacolari così come spettacolari sono loro stesse. Ma andiamo con ordine.

Chi è Frangivento?

Il marchio Frangivento nasce dalla collaborazione tra il designer bellunese Giorgio Pirolo e Paolo Mancini; titolare di Mancini Progetti una società di servizi alla progettazione automotive con sede a Torino. Una collaborazione che nasce dall’idea di ricreare una macchina futuristica partendo dalla antica tradizione dei battilastra che hanno forgiato alcune tra le auto più famose e apprezzate della storia dell’automobile come ad esempio la Lamborghini Miura, la Diablo e la Lancia Stratos.

Chi è Giorgio Pirolo?

Giorgio Pirolo è una personalità nota nel mondo automobilistico, conosciuta e apprezzata anche a livello internazionale. La passione per le automobili è nel DNA della famiglia Pirolo. Il cugino Luigi, meglio noto come “Gigi”, nel 1987 ha conquistato con Alex Florio il campionato del mondo Rally su Lancia Delta.  Giorgio ha tradotto in disegno il binomio velocità ed eleganza disegnando le prime carrozzerie sui quaderni di scuola a 10 anni. Poi a 19 anni il trasferimento a Torino, per imparare come si costruiscono veramente le auto. Tanti lavori per aziende importanti quali ad esempio la Ferrero con le sorprese kinder, ai camion Scania, fino a proposte di super-sportive per Mc Laren e Ferrari. Poi ancora gli occhiali Polar, la linea di abbigliamento Lamborghini, l’architettura dei negozi GP Store  Monte Carlo, Panama e Sud Africa, le scarpe Pierfecht. Tanta esperienza molto varia che lo ha portato a fondare questa nuova realtà.

Frangivento Asfanè

Presentata  al Salone dell’Auto di Torino Parco Valentino ha fin da subito attirato un gran numero di curiosi con le sue linee futuristiche. Ma da dove deriva il nome Asfanè? Deriva dal torinese asfanen ovvero non si può fare, in quanto era la frase che si sentivano dire i due manager quando uscivano dalle aziende inizialmente quando presentavano il loro progetto. E invece ci sono riusciti.

E’ un’auto ibrida con quattro motori elettrici posizionati sulle ruote con autonomia di 40/50 km per viaggiare nei centri urbani. Il motore a combustione di circa 900 cv provvede invece all’utilizzo extra urbano e in pista. “E soprattutto – sottolinea Pirolo – è dotata di un’aerodinamica attiva con appendici stilistiche che variano il movimento a seconda delle velocità, per far defluire i flussi. Sono previsti, infatti, proiettori a scomparsa anteriori e retrattili posteriori, che fungono da pinne per i flussi dell’aria.”

Inoltre è in grado di comunicare con l’esterno, grazie a transponder NFC programmati per dialogare con l’utente (ad esempio, chi si avvicinerà potrà vedere sul proprio cellulare tutte le caratteristiche dell’auto); utilizza tecnologie applicate per facilitarne l’utilizzo, ad iniziare dall’apertura delle porte grazie ad un codice palmare ed all’uso di telecamere integrate; permette di monitorare le performance in pista, fornendo feedback e selfie in tempo reale su smart phone o PC.

Tutto italiano

E’ un auto tutta italiana a partire dai fornitori e collaboratori tra i quali Pirelli per le gomme, poi l’azienda Ragazzon di Susegana (scarico), le torinesi Alma Modelli (fresatura), Treditech (costruzione in 3D), Protopaint (verniciatura), Italtecnica (telaio e parte ibrida), Foglizzo 1921 (selleria e pelli), Decographic (pellicole da applicare sulla carrozzeria). Ed ancora la Brain One di Padova (sistema di comunicazione per interagire, auto social, scatola nera), la Skorpion engineering di Milano (prototipazione rapida, cerchioni), la DSW Wrapping di Peschiera Borromeo (pellicola da applicare alle superfici).

Frangivento Charlotte

Presentata alla 14° edizione del Top Marques di Monaco 2017, la principale fiera del lusso europea prende infatti o meglio omaggia il nome della principessa Charlotte Casiraghi di Monaco.

La Frangivento Charlotte ha linee decise e aerodinamiche con il parabrezza che appare la prosecuzione del cofano e grandi spoiler nella parte bassa per convogliare l’aria sotto la scocca e per creare l’adeguata deportanza per un’elevata tenuta di strada. Lunga 4,6 metri, larga 2 e alta 1,1, la hypercar torinese ha un telaio modulare in alluminio, carrozzeria “battuta a mano” e numerosi elementi in carbonio e materiali di derivazione aeronautica che ne limitano il peso in ordine di marcia a 1.500 kg.

Originale nello stile è pure l’abitacolo, caratterizzato da un volante rettangolare, da un display centrale che funge da cruscotto e sistema di infotainment e l’impiego di materiali di lusso come i pulsanti in argento, la plancia in legno pregiato impreziosita da un Moretto veneziano, ossia un gioiello della tradizione orafa veneziana.

A muovere la Frangivento Charlotte sono quattro motori elettrici con una potenza complessiva di 900 CV; potenza derivata dalle due unità anteriori da 177 CV e dal duo posteriore da 272 CV. Motori che forniscono una trazione integrale e prestazioni da supercar: 305 km/h di velocità massima, 2,6” per lo scatto da 0 a 100 km/h e 7,8” per raggiungere i 200 km/h, sempre con partenza da fermo. Le batterie hanno una capacità da 70 kWh e dovrebbero assicurare un’autonomia di 500 km secondo il ciclo combinato europeo.

Particolari caratteristiche

Una caratteristica particolare e unica nel suo genere è la presenza di un acquario al suo interno. Giorgio Pirolo dice: “Per quest’auto mi sono ispirato come un bambino a un mondo surreale e immaginifico fatto di animali in movimento. Negli interni ritroviamo il cigno, lo squalo, e negli esterni il cavallo attraverso la sua eleganza che si libera nella corsa”. L’acquario posizionato dietro i sedili “dà un senso prospettico inaspettato regalando un’idea di profondità e relax”, dice il comunicato ufficiale. “All’interno dell’acquario nuoteranno il pesce Nemo e Dori,sul fondo c’è una bottiglietta con tutti i nomi di chi ha partecipato al progetto”.

Il prossimo passo per i due imprenditori è l’apertura di Casa Frangivento che sarà la sede produttiva e show room alle porte di Torino.

 

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