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#LAMAFRAPANDA in Tunisia

LaMafraPanda

Il deserto tunisino non è stato molto clemente con  #LAMAFRAPANDA  di Marco Mattioli e Mario Pensotti in questa edizione 2022 della Sahara Racing Cup. Infatti il motore della piccola Panda non ha retto lo sforzo di tutti i giorni di gara; ed ha quindi costretto l’equipaggio a fermarsi dopo la prima metà della manifestazione.

#LAMAFRAPANDA – l’avventura tunisina 

Partiti, come vi avevamo già accennato, con grandi ambizioni alla volta del Sahara Racing Cup 2022; hanno realizzato un’avventura molto interessante; assieme ad un folto numero di concorrenti, tutti armati di Panda. (O quasi, infatti c’era anche una classifica riservata ai fuoristrada)

Certo, gli inconvenienti non sono mancati; come ad esempio tempeste di sabbia che hanno accecato i concorrenti fino quasi a farne perdere qualcuno in mezzo alle dune. E pure gli insabbiamenti erano all’ordine del giorno; con i mezzi di soccorso impegnati a rimettere in pista le Panda affondate nella sabbia fine; cosa da cui non è andata esente neppure #LAMAFRAPANDA; in effetti la scelta degli pneumatici non si è rivelata particolarmente azzeccata. Durante le varie tappe, poi non sono mancate forature, perciò ancora maggiori difficoltà e notevole sforzo per il motore di questo piccolo veicolo.

#LAMAFRAPANDA – il percorso

La Tunisia offre spazi di particolare bellezza e di insidie notevoli, sopratutto per un veicolo come il Panda, piccolo, compatto e di certo leggero.

Il percorso del Sahara Racing Cup prevedeva 6 diverse giornate di gara; con un tracciato che da Douz portava nel deserto sabbioso di Zmela e poi fino a Tembaine. Quindi ogni giorno difficoltà maggiori da affrontare, sia come tipo di piste e deserto; sia come navigazione, infatti alcune delle ultime tappe prevedevano appunto il massimo della libertà  con la navigazione libera a CAP.

#LAMAFRAPANDA  – il veicolo assistenza 

Il Team  di Mattioli/Pensotti era coadiuvato da un veicolo assistenza con a bordo l’equipaggio formato da Francesco Di Florio ed Elena Giaveri; costoro a bordo della Toyota BJ40; poco hanno potuto fare per il motore della Panda; ma di fatto hanno potuto affrontare tutto il percorso e mantenere un buon risultato nella classifica dedicata ai fuoristrada. Infatti si sono piazzati all’ottavo posto assoluto; su oltre 20 4×4 presenti. Il che è un risultato notevole se si considera che Francesco Di Florio era alla sua primissima esperienza di guida sulla sabbia.

Alla fine della manifestazione ci ha così confermato che l’esperienza è stata davvero intensa e favolosa; i paesaggi tunisini hanno lasciato un segno profondo nella sua mente ed anche in quella della navigatrice. Elena Giaveri, infatti un pò di dimestichezza con GPS e Cap l’aveva già fatta durante la Dakar Classic; ma il clima corsaiolo del Sahara Racing Cup è completamente diverso.

Ci spiega Francesco, che nemmeno in altri rally ha vissuto il FairPlay che ha trovato tra le dune del Nord Africa. Infatti nel momento in cui un equipaggio si trovava nei guai od insabbiato, anche gli altri equipaggi che giungevano sul posto, si fermavano per aiutare e collaborare a risolvere il problema.

Questa caratteristica ci riporta ai tempi delle vere Dakar in Africa, che oramai sono difficili da trovare, ecco perché il Sahara Cup è una gara davvero unica.

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