Route 66 – Radici In Movimento

100 anni di storie, persone e identità tra Friuli Venezia Giulia e Stati Uniti

Route 66 map
Route 66 Centennial Certified
ROUTE 66 CENTENNIAL CERTIFIED

Questo progetto è ufficialmente certificato dalla U.S. Route 66 Centennial Commission ed è riconosciuto come parte delle celebrazioni ufficiali del Centenario della Route 66 (1926–2026). Scopri cos’è la certificazione .

La certificazione seleziona iniziative capaci di lasciare un segno reale: progetti che custodiscono la memoria, alimentano la narrazione e valorizzano la cultura della Mother Road, riconoscendone il peso storico, educativo e simbolico.

Essere “Certified” significa entrare nel programma internazionale del Centenario e condividerne la visione: rispetto della storia, coinvolgimento delle comunità, tutela dell’eredità culturale, e trasmissione dello spirito autentico della Route 66 alle nuove generazioni. Non è un semplice marchio. È un posto dentro la storia.

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Aggiornamenti, dietro le quinte e nuove uscite: qui la Mother Road parla, e ogni tanto urla di gioia.

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IL PROGETTO

C’è una strada che non è fatta solo di asfalto.

È fatta di sogni, partenze, promesse sussurrate e valigie chiuse in fretta.

È una strada che attraversa deserti, città, silenzi e orizzonti infiniti.

È la Route 66.

Nel 2026 questa strada compie cent’anni.

Cent’anni di storie intrecciate, di vite che hanno trovato il coraggio di cambiare direzione, di persone che hanno lasciato una terra per portarla con sé, ovunque andassero. Tra quelle storie ci sono anche quelle dei friulani. Uomini e donne partiti con poco, ma con dentro un mondo intero fatto di lavoro, dignità, sacrificio e amore per le proprie radici. Storie che non vivono solo nei libri, ma nei volti, nelle famiglie, nei gesti tramandati di generazione in generazione.

“Route 66 – Radici in Movimento” nasce per dare voce a tutto questo. Per raccontare non solo un viaggio geografico, ma un viaggio dell’anima. Per ritrovare, lungo l’asfalto americano, i segni invisibili di una terra che non ha mai smesso di farsi sentire: il Friuli Venezia Giulia.

Questo progetto non è una semplice traversata. È un ritorno simbolico, un abbraccio tra passato e futuro, tra chi è partito e chi oggi raccoglie quell’eredità. È un cammino fatto di incontri, di racconti condivisi, di emozioni che attraversano il tempo e lo spazio.

La Route 66 diventa così un ponte:

tra generazioni
tra continenti
tra memoria & identità

Un ponte fatto di persone, storie e valori che continuano a camminare insieme.

Durante il viaggio incontreremo i Fogolâr Furlan e le comunità di origine friulana che, generazione dopo generazione, hanno mantenuto vivo il legame con la propria terra.

Route 66
IL VIAGGIO

Chicago → Santa Monica • 4.140 km 8 Stati attraversati

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Mappa Route 66 vintage
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Un itinerario leggendario che attraversa il cuore degli Stati Uniti, seguendo il tracciato della mitica Mother Road. Un viaggio che parte dal cuore industriale di Chicago e si spinge verso l’orizzonte del Pacifico, attraversando paesaggi, culture e storie che hanno costruito l’anima dell’America. Ogni stato è un capitolo, ogni chilometro un racconto, ogni sosta un incontro. Un percorso che non unisce solo luoghi, ma persone, memorie e identità, fino a raggiungere l’oceano, dove la strada finisce e il sogno continua.

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L' EQUIPAGGIO

La squadra dietro il viaggio

Dietro questo viaggio non c’è solo un itinerario da seguire, ma un gruppo di persone unite da una passione comune: raccontare il mondo attraverso le strade, le storie e gli incontri.

Un team che mette insieme oltre cent’anni di esperienza complessiva: chilometri percorsi, parole scritte, immagini raccolte e relazioni costruite nel tempo. Non è la somma di competenze “messe in fila”, ma un intreccio di sguardi che si completano: chi ascolta, chi osserva, chi documenta, chi trasforma tutto questo in narrazione.

Quattro professionalità diverse, complementari, che si incontrano per dare vita a un racconto autentico e profondo. Una squadra che non si limita a percorrere una strada: la vive, la interpreta e la restituisce sotto forma di storia condivisa.

Narrazione & Storytelling

Trasforma tappe, incontri e dettagli in un racconto che scorre. La strada diventa una trama: concreta, emotiva, memorabile.

Foto & Visione

Cattura l’essenza dei luoghi: luce, volti, segni del tempo. Perché un’immagine giusta è una frase che non ha bisogno di parole.

Video & Documentario

Porta il pubblico “a bordo”: ritmo, atmosfera, momenti reali. Un viaggio vissuto, non solo visto.

Connessioni & Comunità

Costruisce ponti con persone e realtà locali. Perché le storie più forti nascono sempre dagli incontri.

Un gruppo che unisce professionalità diverse con un unico obiettivo: trasformare un viaggio in una storia capace di restare nel tempo.

Squadra Route 66

Il team

Quattro ruoli diversi, una stessa missione: rendere la Route 66 un racconto umano, chiaro e memorabile.

Giusy Concina

Giusy Concina

Giornalista
Empatia · Relazioni · Memorie

Giusy è la voce che porta il progetto vicino alle persone. Con uno stile empatico e diretto entra nelle storie con rispetto, lascia spazio alle emozioni e fa emergere i legami autentici. Racconta chi ha attraversato l’oceano portando con sé il Friuli nel cuore, trasformando ogni incontro in una connessione reale e riconoscibile. Il suo contributo dà calore al viaggio e rende ogni tappa profondamente umana.

Mario Ravaccia

Mario Ravaccia

Giornalista
Osservazione · Significato · Cultura

Mario è lo sguardo che dà profondità al viaggio. Osserva con attenzione e coglie il significato dietro luoghi, gesti e parole, trasformando tappe e paesaggi in testimonianze vive. La sua narrazione è sensibile ma concreta: mette in luce il valore umano e culturale di ogni incontro senza mai appesantire. Quando la strada scorre veloce, lui sa fermare il momento giusto e farlo diventare racconto.

Leo Messana

Leo Messana

Tecnico informatico & Storyteller
Tecnologia · Narrazione · Connessione

Leo è il ponte tra tecnologia e narrazione. Tiene insieme ritmo, visione e contenuti, trasformando esperienze, immagini e incontri in una storia contemporanea: chiara, condivisibile, memorabile. Costruisce connessioni tra generazioni e territori, mantenendo un filo identitario che unisce ogni tappa. È il custode della struttura del racconto: ciò che accade sulla strada diventa memoria che resta, anche dopo l’arrivo.

Alessio Gerbelli

Alessio Gerbelli

Tecnico meccanico
Sicurezza · Affidabilità · Campo

Alessio è il cuore operativo del viaggio. Porta sicurezza, affidabilità e competenza tecnica lungo ogni chilometro, prevenendo problemi e gestendo gli imprevisti con lucidità. La sua esperienza sul campo dà serenità al team: quando la strada si fa impegnativa, è lui che mantiene il controllo e garantisce continuità. Grazie a lui l’avventura resta intensa e vera, ma sempre sostenibile, solida e ben gestita.

IL CUORE DEL PROGETTO

Il cuore del viaggio

Il cuore pulsante di questo viaggio non è l’asfalto della Route 66, ma le persone che la attraversano. Non sono i chilometri a dare senso al percorso, ma gli incontri, le storie, gli sguardi che si incrociano lungo la strada. Radici in Movimento nasce dal desiderio di riportare alla luce legami profondi, spesso silenziosi, che continuano a unire il Friuli Venezia Giulia alle comunità friulane sparse nel mondo. È un viaggio che ascolta prima di raccontare: raccoglie voci, custodisce memorie, crea connessioni vere. Durante il percorso incontreremo i Fogolâr Furlan e le comunità di origine friulana che, generazione dopo generazione, hanno mantenuto vivo il legame con la propria terra. Ogni tappa diventerà uno spazio di dialogo e condivisione: storie personali che si intrecciano alla storia collettiva, in un confronto vivo tra identità, memoria e presente.

La nostra automobile diventerà hub culturale in movimento: piccolo “salotto” su ruote dove immagini e racconti prendono vita. Porteremo con noi schermi, contenuti e materiali per raccontare la Carnia e il Friuli Venezia Giulia attraverso i video realizzati dal Fuoristrada Club Tolmezzo. Ogni proiezione sarà un momento di incontro vero: non solo visione, ma condivisione. Guarderemo insieme, ascolteremo reazioni, raccoglieremo ricordi, faremo domande che aprono altre storie. Le immagini diventano ponti: aiutano chi è lontano da anni a ritrovare dettagli familiari e chi è nato altrove a sentirsi parte di un’origine che non ha mai smesso di chiamare. In pratica: ogni serata è un “punto di raccolta” del progetto. Un modo concreto per far viaggiare il territorio oltre i confini geografici, insieme alle persone, tappa dopo tappa. Un cinema piccolo e vero: dove la strada fa da sala e l’umanità fa da pubblico.

Raccoglieremo le voci dei friulani d’America: ricordi, esperienze e testimonianze che raccontano cosa significa portare le proprie radici lontano da casa senza perderle. Parleremo di partenze e ritorni, di adattamenti e trasformazioni, di identità che cambiano lingua e abitudini ma non smettono di riconoscersi. Ci interessano le storie vere: lavoro, famiglia, sacrifici, orgoglio, e quei piccoli simboli che restano — una frase, una ricetta, una fotografia, una tradizione tramandata. Questo patrimonio umano verrà documentato e restituito come parte viva del progetto: non un archivio freddo, ma un racconto contemporaneo. Perché la comunità non è “ieri”: è presente, ed è una bussola per il futuro. La memoria non è nostalgia: è una forma di futuro che nasce dal passato.

L’equipaggio non sarà solo testimone, ma portavoce attivo di un Friuli contemporaneo: aperto, accogliente, capace di dialogare con il mondo senza perdere la propria anima. Attraverso incontri, racconti, immagini e relazioni, il viaggio diventerà uno strumento di promozione culturale autentica, fondata sull’esperienza diretta. Non “pubblicità”: presenza. Non slogan: storie. Non numeri: persone. Ogni chilometro percorso sarà un gesto di connessione. Ogni incontro, un ponte tra comunità. Ogni storia, un seme piantato per il futuro: perché ciò che raccontiamo oggi può diventare appartenenza domani. Un territorio raccontato da chi lo riconosce negli altri: questa è la vera credibilità. Qui sta il senso del viaggio: non arrivare, ma creare legami che restano.

Immagine cuore
PROMOZIONE TERRITORIALE & IMPATTO CONCRETO

Il Passaporto dell’Ospitalità

Il Passaporto dell’Ospitalità non è un semplice invito: è un gesto simbolico e concreto. Un segno di benvenuto, un ponte aperto verso il Friuli Venezia Giulia, pensato per chi vuole andare oltre la curiosità e vivere davvero un territorio. Consegnato lungo la Route 66, questo “Golden Ticket” diventa l’inizio di un viaggio che non si chiude con il rientro, ma continua nel tempo. È un invito autentico a scoprire luoghi, persone e tradizioni, entrando in contatto diretto con una terra che accoglie e sa farsi raccontare. In altre parole: il passaporto è uno strumento di relazione. Non una promozione impersonale, ma un gesto umano capace di trasformare l’interesse in esperienza, e l’esperienza in un legame duraturo.

Il “Golden Ticket” è la forma più chiara di questo progetto: un invito consegnato di persona, nel momento dell’incontro, quando una storia si accende. Non è un dépliant: è un atto di fiducia e una promessa di ospitalità. Riceverlo significa essere chiamati a vivere il Friuli Venezia Giulia con occhi diversi: non da spettatori, ma da ospiti. Luoghi, tradizioni, persone, esperienze che hanno un sapore vero, lontano dai circuiti standard. Dal “ti va di scoprire?” al “ti aspettiamo davvero”: ecco cosa cambia.

Il Fuoristrada Club Tolmezzo diventa punto di riferimento e nodo di connessione tra chi incontra il Friuli per la prima volta e chi lo vive ogni giorno. L’obiettivo è semplice e potente: far sì che l’incontro non resti un episodio, ma generi continuità. L’interscambio culturale crea ospitalità reciproca: relazioni che nascono lungo la Route 66 e si sviluppano nel tempo, con esperienze autentiche, fuori dalle rotte turistiche standard. Non “visitatori”, ma ospiti accolti in una comunità viva, pronta a condividere storie, luoghi, tradizioni e passioni. Un modo di viaggiare che mette al centro le persone, non solo le destinazioni.

Ogni incontro, contatto e relazione attivata lungo il percorso sarà tracciata e valorizzata. Questo permette di monitorare in modo concreto il ritorno dell’iniziativa e trasformare la narrazione in uno strumento operativo. Interesse turistico reale generato dagli incontri. Flussi di visita verso il Friuli Venezia Giulia. Relazioni culturali e istituzionali attivate. Visibilità e reputazione del territorio. Un progetto che emoziona, sì — ma che lascia anche dati, relazioni e opportunità durature. Il Passaporto dell’Ospitalità è una promessa semplice: ciò che nasce sulla Route 66 può continuare in Friuli.

Immagine Passaporto
IL GUSTO COME LINGUAGGIO UNIVERSALE

Il viaggio dei sapori

Questo viaggio sarà anche un’esperienza sensoriale: parlerà al cuore attraverso il gusto, i profumi e i gesti antichi della tradizione. Accanto alle storie e ai volti incontrati lungo la Route 66, racconteremo un patrimonio fondamentale del Friuli Venezia Giulia: una cultura gastronomica autentica, sincera, profondamente legata alla terra. Con il contributo di partner d’eccellenza, le nostre auto diventeranno vere e proprie ambasciatrici del gusto friulano, portando con sé sapori che raccontano montagne e vallate, mani sapienti, lavoro quotidiano e tradizioni tramandate nel tempo. Ogni prodotto sarà una storia da assaporare: non solo cibo, ma identità, memoria e passione.

I sapori che porteremo non saranno “assaggi generici”, ma pezzi di territorio. Ogni incontro diventerà l’occasione per spiegare origine, lavorazione, stagionalità e legame con l’ambiente: perché dietro un gusto c’è sempre una storia.

Non portiamo “cibo italiano”: portiamo Friuli Venezia Giulia, con nome e cognome.

Durante gli incontri lungo il percorso, le degustazioni non saranno semplici assaggi: saranno momenti di racconto. Presenteremo i prodotti spiegando dove nascono, perché sono fatti in quel modo, quali tradizioni custodiscono e quale territorio rappresentano. Accanto al gusto ci saranno materiali informativi dedicati: storie dei produttori, mappe, curiosità, contesto culturale. Perché un sapore diventa davvero memorabile quando sai cosa stai assaggiando e da dove arriva. È un modo concreto per superare gli stereotipi del “cibo italiano” e far conoscere una gastronomia friulana genuina e precisa, legata a montagna, pascoli, acqua e stagioni. L’obiettivo è semplice: far dire alle persone “non lo conoscevo… e adesso lo ricordo”. Il gusto come chiave: entra in bocca e resta nella memoria.

Ogni incontro sarà anche un invito a fare un passo oltre l’assaggio: andare nei luoghi di produzione, conoscere chi lavora ogni giorno con passione e rispetto per la natura, vedere come nasce un prodotto e cosa significa farlo “bene”. Il cibo diventa così linguaggio universale e ponte culturale: crea fiducia, accende curiosità, genera domande, apre porte. È uno strumento di connessione capace di trasformare un momento in un legame duraturo con il Friuli Venezia Giulia. In pratica: il gusto è il primo “ciao”. L’esperienza sul territorio è il secondo passo. E da lì può nascere una relazione che continua nel tempo — perché le radici, quando le senti, ti viene voglia di tornarci. Non solo assaggiare: incontrare, capire, vivere. I sapori non sono una parentesi del viaggio: sono un modo diretto per far viaggiare il Friuli insieme alle persone.

Immagine Sapori
PERCHÉ QUESTO VIAGGIO CONTA

Non è solo un viaggio. È una storia che continua.

Questo non è un semplice viaggio lungo una strada iconica. È un ritorno simbolico alle origini: un ponte che unisce passato e futuro, un dialogo vivo tra chi è partito e chi oggi custodisce la memoria di quella partenza. La Route 66 non è soltanto una strada: è un archivio di sogni, speranze, sacrifici e rinascite. È il filo invisibile che ha accompagnato milioni di persone verso una nuova vita. Tra queste, anche migliaia di friulani che hanno lasciato la propria terra portando con sé valori, lingua, tradizioni e una profonda cultura del lavoro. “Radici in Movimento” nasce per ridare voce a quelle storie e per raccontare come, a distanza di generazioni, quel legame non si sia mai spezzato. Ma non vuole fermarsi al ricordo: vuole renderlo presente. Vuole trasformare la memoria in incontro, l’incontro in relazione, la relazione in futuro. Perché le radici non sono catene: sono direzioni.

Attraversare la Route 66 oggi significa attraversare un secolo di trasformazioni sociali, culturali ed economiche. Significa guardare come un’identità possa mettere radici lontano da casa, cambiare forma, eppure non perdersi. È qui che la storia friulana diventa universale: partire, costruire, resistere, ricominciare. Chi è partito e chi è rimasto. Chi ha ereditato una memoria e chi la sta riscoprendo. Chi vive il Friuli ogni giorno e chi lo porta nel cuore da lontano. Non un “prima e dopo”: un dialogo continuo, che attraversa il presente.

“Radici in Movimento” mette al centro le persone. Non si limita a raccontare luoghi: raccoglie storie di vita, voci, ricordi, emozioni. Ogni incontro lungo la Route 66 sarà un momento di ascolto e restituzione: un racconto che diventa ponte, un sorriso che riannoda le distanze, una testimonianza che rafforza il senso di appartenenza. È un progetto che sceglie la lentezza quando serve: fermarsi, guardare negli occhi, capire. Perché le storie non si “prendono”, si ricevono. E quando le ricevi, hai anche una responsabilità: raccontarle bene. Con rispetto. Con verità. Un viaggio che unisce passato e futuro attraverso il presente.

Questo progetto non promuove solo una destinazione: crea relazioni durature. Grazie ai “buoni di benvenuto”, allo scambio di ospitalità e al coinvolgimento diretto delle comunità, il Friuli Venezia Giulia non viene solo raccontato: viene vissuto, desiderato, scelto. Turismo consapevole e motivato. Scambi culturali reali e continuativi. Visibilità internazionale autentica e credibile. Valorizzazione delle eccellenze locali attraverso l’esperienza. Un racconto che emoziona, ma anche un percorso che produce opportunità.

La nostra auto diventa simbolo di esplorazione, connessione e libertà. Ogni chilometro percorso è una storia raccontata, ogni tappa un’occasione di incontro, ogni contenuto prodotto un tassello di un racconto più grande. Non un evento da osservare, ma un’esperienza da vivere e condividere: reportage, video, fotografie, interviste, “diari di bordo”. Un racconto che non si limita a mostrare: spiega, collega, restituisce. E soprattutto fa una cosa rara: mette insieme comunità lontane, dando loro un punto in comune. La strada corre, ma la storia resta.

Perché parla di radici senza nostalgia, di identità senza confini, di futuro costruito partendo dalla memoria. Perché racconta che una terra non è fatta solo di luoghi, ma di persone che continuano a portarla con sé, ovunque vadano. E perché, in un mondo che corre veloce, questo viaggio sceglie di fermarsi ad ascoltare, incontrare, comprendere. Sceglie la profondità invece della fretta. La verità invece dell’apparenza. Le relazioni invece dei numeri. Chicago → Santa Monica… e, insieme, dal passato al futuro del Friuli Venezia Giulia.

Immagine Perché
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Se questa storia ti parla, resta con noi. Ogni tappa sarà un capitolo: incontri, volti, memorie e strade. Non ti chiediamo di “guardare”: ti chiediamo di camminare con noi, anche da lontano.

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