ISUZU D-MAX 2.2 MY26

Presentazione Isuzu D Max my2026

ISUZU D-MAX 2.2 MY26: in Valpolicella abbiamo provato il nuovo pick-up giapponese

Più coppia, nuovo cambio automatico a 8 rapporti e una prova vera tra vigneti, fango e colline veronesi

Ci sono mezzi che si possono raccontare in una sala conferenze, osservandoli da fermi, con le slide alle spalle e i dati tecnici sullo schermo. E poi ci sono mezzi che, per essere capiti davvero, devono uscire, sporcare le gomme, affrontare salite, discese, pozzanghere e terreno viscido.

Il nuovo ISUZU D-MAX 2.2 MY26 appartiene decisamente alla seconda categoria.

Per il lancio italiano del nuovo pick-up, ISUZU ITALIA ha scelto un contesto perfettamente coerente con la natura del veicolo: due giorni tra Villa Bartolomea, la Valpolicella e l’Azienda Agricola Monte Zovo, con una prima giornata dedicata alla presentazione stampa e una seconda vissuta direttamente sul campo, tra strada, vigneti, colline moreniche e un percorso off-road reso molto interessante dal fango.

Il claim dell’evento era chiaro: “Progettato per il lavoro. Testato sul campo.”
Dopo averlo guidato tra twist, salite, discese e passaggi scivolosi, possiamo dire che non era solo una frase efficace: era il modo giusto per raccontare il D-MAX.

Una storia lunga, fatta di lavoro e concretezza

Prima ancora di parlare del nuovo motore, vale la pena ricordare da dove arriva ISUZU. Parliamo di un marchio con oltre un secolo di storia, profondamente legato ai veicoli commerciali, ai camion, ai motori diesel e ai mezzi costruiti per durare.

Le origini dell’attività automobilistica risalgono al 1916, mentre la costituzione ufficiale del marchio arriva nel 1937. Nel mondo dei pick-up, ISUZU inizia il proprio percorso negli anni Sessanta con l’Elfin, prosegue con il Faster e arriva nel 2002 al nome che oggi conosciamo bene: D-MAX.

Generazione dopo generazione, il pick-up giapponese è diventato più moderno, più sicuro e più confortevole, ma senza perdere la sua identità: essere un mezzo concreto, pensato per chi deve lavorare, trainare, caricare, viaggiare e affrontare terreni difficili.

Durante la presentazione è stata richiamata anche una parola importante della cultura industriale giapponese: Monozukuri. Non significa soltanto costruire, ma costruire bene, con cura, attenzione e rispetto per la funzione delle cose. Nel nuovo D-MAX questa filosofia si vede bene: non tecnologia inutile per fare scena, ma evoluzioni pensate per migliorare l’utilizzo reale.

Nuovo motore 2.2: più forza dove serve

La grande novità del D-MAX MY26 è il motore 2.2 RZ4F-TC, che sostituisce il precedente 1.9.

La potenza resta di 164 CV, ma su un pick-up non bisogna fermarsi al dato più facile. Quello che conta davvero è la coppia, soprattutto ai bassi regimi, quando si parte con un carico, si affronta una salita, si traina o si procede lentamente in fuoristrada.

Il nuovo 2.2 porta la coppia massima a 400 Nm, disponibile tra 1.600 e 2.400 giri/min, e offre già 255 Nm a 1.000 giri/min. Tradotto: più forza subito, più risposta nelle situazioni pratiche, più margine quando il terreno diventa complicato.

ISUZU è intervenuta in profondità anche sulla parte meccanica, con nuovo blocco motore, nuova testata, nuovi pistoni, bielle, albero motore, turbo e sistema di scarico. Allo stesso tempo sono state mantenute soluzioni apprezzate per affidabilità e costi di gestione, come la catena di distribuzione senza manutenzione e gli iniettori con rivestimento DLC.

È una scelta coerente: cambiare dove serve, conservare ciò che funziona.

ISUZU D-MAX 2.2 MY26 :Cambio, gamma e design

Al nuovo motore si abbina il cambio automatico AISIN a 8 rapporti, che sostituisce il precedente automatico a 6 marce. Durante la guida si apprezza soprattutto la fluidità: il cambio accompagna il motore senza strappi e aiuta a sfruttare meglio la coppia del 2.2, sia nei trasferimenti sia nei passaggi più lenti.

Torna anche il cambio manuale a 6 rapporti, disponibile su tutta la gamma, una scelta importante per chi vuole ancora un controllo più diretto del mezzo.

La gamma MY26 propone tre configurazioni: Single, Space e Crew, con quattro allestimenti: B-Strong, Evolution, Prestige e Nitro Sport. Il blocco differenziale posteriore è disponibile su quasi tutta la gamma, confermando la vocazione concreta del D-MAX anche fuori dall’asfalto.

Esteticamente, il nuovo frontale è più deciso e muscolare. Una particolarità interessante sono le tre feritoie sul muso, che richiamano simbolicamente le tre generazioni del D-MAX. Un dettaglio piccolo, ma significativo: il modello guarda avanti, senza dimenticare la propria storia.

Tra le novità c’è anche il colore Inishmore Green Met., una tinta elegante e naturale, perfetta per un pick-up presentato tra vigneti, colline e lavoro sul campo.

ISUZU D-MAX 2.2 MY26 :La prova con sole, fango ed istruttori 

La parte più attesa è arrivata il secondo giorno. Dopo la partenza da Villa Bartolomea, il convoglio dei nuovi D-MAX ha raggiunto l’Azienda Agricola Monte Zovo, attraversando la Valpolicella tra vigneti e colline moreniche.

Durante il test ha smesso di piovere ed è uscito il sole, ma il campo prova era rimasto molto fangoso. Condizioni perfette per capire davvero il comportamento del mezzo.

Il percorso offriva twist, salite, discese, pozzanghere, passaggi scivolosi e cambi di pendenza. A seguirci c’erano gli istruttori della Federazione Italiana Fuoristrada, che ci hanno guidato passo dopo passo, spiegando come affrontare i passaggi, come dosare acceleratore e freno e come sfruttare al meglio le capacità del D-MAX.

Ed è stato proprio questo uno degli aspetti più belli: non solo guidare, ma imparare a capire il mezzo.

Sul fango il nuovo D-MAX 2.2 ha mostrato un carattere solido e progressivo. La coppia ai bassi regimi permette di avanzare con calma, senza forzare. Il cambio automatico lavora in modo fluido e la trazione aiuta a mantenere controllo anche nei passaggi più sporchi.

Il Rough Terrain Mode System contribuisce a gestire meglio i fondi difficili, lavorando in base alla modalità selezionata tra 2H, 4H e 4L. In fuoristrada, con terreno fangoso e passaggi tecnici, questa gestione trasmette fiducia.

MIDI Europe 

Durante la presentazione si è parlato anche di MIDI Europe, distributore ufficiale ISUZU da 30 anni e riferimento per diversi mercati europei. La rete conta oltre 270 concessionari in Europa, più di 45 in Italia, oltre 250 punti di riparazione europei e più di 100 nel nostro Paese.

Sono numeri importanti, perché chi sceglie un pick-up da lavoro non compra solo un veicolo: compra anche assistenza, presenza sul territorio e supporto nel tempo.

Alla fine di questi due giorni, il nuovo ISUZU D-MAX 2.2 MY26 lascia una sensazione chiara: è più moderno, più fluido, più ricco di tecnologia, ma resta fedele alla sua natura.

È ancora un pick-up vero.
Uno di quelli pensati per lavorare, trainare, caricare, viaggiare e affrontare il terreno reale senza troppe cerimonie.

La Valpolicella, con il fango, il sole tornato dopo la pioggia e i vigneti di Monte Zovo, è stata il posto giusto per provarlo. Perché il D-MAX non aveva bisogno di una passerella. Aveva bisogno di strada vera.

Un grande ringraziamento a ISUZU, ISUZU ITALIA, MIDI Europe e agli istruttori  per l’accoglienza, l’organizzazione e la possibilità di provare il nuovo D-MAX nel suo ambiente più naturale: là dove un pick-up deve dimostrare davvero chi è.

Testo e Foto Leo Messana

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