ROUTE 66 • -40 GIORNI

Quattro persone, otto Stati e una quantità decisamente poco ragionevole di strada

Ci sono modi più semplici per trascorrere un mese insieme. Per esempio si potrebbe affittare una casa al mare, scegliere camere separate e stabilire fin dall’inizio che nessuno deve parlare prima del secondo caffè. Noi abbiamo invece deciso di infilare quattro persone, bagagli, attrezzatura fotografica, computer e tutto il necessario per raccontare un viaggio dentro un veicolo e attraversare l’America da Chicago verso il Pacifico.

A quaranta giorni dalla partenza, forse è arrivato il momento di parlare proprio di chi sarà dentro quell’auto.

Perché Route 66 – Radici in Movimento nasce in Friuli Venezia Giulia e, quasi per una coincidenza troppo perfetta per non sfruttarla, l’equipaggio porta con sé quattro storie legate ai quattro territori della regione: Leo partirà da Pordenone, Mario porterà con sé Gorizia, Alessio rappresenterà Trieste e Giusy arriverà da Udine.

Non significa che attraverseremo il Missouri sventolando gonfaloni dai finestrini o che all’ingresso dell’Oklahoma ci verrà richiesto un discorso ufficiale. Significa qualcosa di molto più semplice e, forse, più interessante: un progetto nato nel Nordest italiano attraverserà gli Stati Uniti con quattro persone che arrivano da quattro angoli diversi della stessa regione e che inevitabilmente guarderanno la stessa strada in quattro modi differenti.

Ed è proprio questo che ci interessa.

Perché un viaggio come questo non è soltanto una sequenza di luoghi da fotografare. È il modo in cui quei luoghi vengono osservati, raccontati e vissuti. Davanti allo stesso vecchio distributore qualcuno vedrà prima l’automobile parcheggiata accanto alle pompe, qualcun altro l’insegna, qualcuno cercherà la storia dell’edificio e qualcun altro probabilmente si domanderà dove sia finito il caffè più vicino.

Trascorrere più di un mese sulla strada significa anche trasformare il veicolo in qualcosa che assomiglia molto a una piccola redazione mobile. La mattina bisognerà capire dove andare, durante il giorno fotografare e documentare, la sera salvare tutto, organizzare il materiale, aggiornare il sito e prepararsi alla tappa successiva. Nel frattempo ci saranno centinaia di miglia da percorrere, valigie da spostare quasi quotidianamente e quella particolare forma di diplomazia internazionale necessaria quando quattro persone devono decidere dove mangiare dopo dieci ore fuori dall’hotel.

Il 19 ottobre saremo ancora in Italia.

Poche ore dopo Chicago.

Poi arriveranno Illinois, Missouri, Oklahoma, Texas, New Mexico, Arizona e California, fino a quando il paesaggio fuori dai finestrini sarà completamente diverso da quello con cui avevamo iniziato.

E forse è proprio questa una delle cose più belle del viaggio che ci aspetta: partiremo da quattro punti diversi del Friuli Venezia Giulia per ritrovarci nella stessa automobile, sulla stessa strada, diretti tutti verso ovest.

Mancano quaranta giorni.

La convivenza non ci preoccupa.

Per il momento.

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