Chicago dove comincia la Route66

Navy Pier Chicago

Chicago, dove comincia la Route 66: un viaggio tra storia, sapori italiani e nuove emozioni

Dal fascino del Chicago Motor Club ai tavoli storici del Berghoff, passando per i mosaici del Chicago Cultural Center e il volo immersivo sullo skyline: itinerario alla scoperta di una Chicago che racconta l’America di ieri e di oggi.

C’è un luogo in America dove ogni grande viaggio verso Ovest sembra cominciare con una promessa: Chicago. È qui che nasce la Route 66, la celebre Mother Road, la strada che dal 1926 collega idealmente il Midwest alla California, attraversando paesaggi, cittadine e storie che hanno contribuito a costruire l’immaginario americano.

Nel 2026, anno del centenario della Route 66, Chicago celebra questo patrimonio con un itinerario che intreccia architettura, motori, gastronomia e nuove esperienze. Ma visitare la città seguendo le tracce della strada più famosa d’America significa anche scoprire particolari sorprendenti: un edificio dedicato agli automobilisti, un ristorante che attraversò indenne il proibizionismo, un chiosco di hot dog dal sapore autentico e un palazzo monumentale che custodisce preziose testimonianze.

Prima tappa: il Chicago Motor Club, quando l’automobile diventò un sogno

Per comprendere il legame tra Chicago e la Route 66 bisogna partire dal Chicago Motor Club, l’associazione automobilistica fondata nel 1906 per promuovere la sicurezza stradale, migliorare le infrastrutture e aiutare gli automobilisti a organizzare i propri viaggi.

In un’epoca in cui non esistevano navigatori satellitari e le informazioni stradali erano molto meno accessibili di oggi, organizzazioni come questa rappresentavano un punto di riferimento fondamentale. Mappe, indicazioni, itinerari e consigli pratici contribuivano a rendere l’automobile uno strumento di libertà, capace di aprire nuove possibilità di viaggio.

La sede storica del club, inaugurata nel 1929, è uno splendido esempio di architettura Art Déco. Le sue linee moderne raccontano l’entusiasmo di un’epoca in cui l’automobile simboleggiava progresso, indipendenza e futuro. Oggi l’edificio ospita un hotel e conserva elementi architettonici che ricordano la sua originaria vocazione automobilistica.

Fermarsi qui significa fare un salto indietro nel tempo, quando mettersi al volante e partire per un lungo viaggio rappresentava una vera avventura. Era proprio questo lo spirito che avrebbe accompagnato generazioni di viaggiatori lungo la Route 66.

The Berghoff, il ristorante che attraversò il proibizionismo

Poco distante, nel cuore del centro cittadino, si trova uno dei locali storici più affascinanti di Chicago: The Berghoff, al 17 West Adams Street.

La sua storia comincia nel 1898, quando Herman Berghoff, immigrato tedesco, trasformò il successo della propria attività legata alla birra in un ristorante destinato a diventare una vera istituzione cittadina. Non è quindi un locale nato nel 1926: le sue origini sono ancora più antiche e risalgono alla fine dell’Ottocento.

Il Berghoff è famoso soprattutto per il suo rapporto con il proibizionismo, il periodo compreso tra il 1920 e il 1933 in cui negli Stati Uniti la produzione e la vendita di bevande alcoliche furono vietate. Come molti esercizi dell’epoca, anche il ristorante dovette reinventarsi, puntando sulla cucina e sulle bevande analcoliche.

Quando il proibizionismo terminò, nel 1933, il Berghoff ottenne la prima licenza per la vendita di alcolici rilasciata a Chicago dopo la fine del divieto. Un primato che è diventato parte integrante della sua leggenda.

La storia del locale si intreccia con quella della Route 66: la sua posizione, a pochi passi dal percorso storico, lo rese una tappa naturale per chi arrivava in città o si preparava a partire verso Ovest. Il ristorante è rimasto un simbolo della tradizione gastronomica locale e continua a richiamare viaggiatori, appassionati di storia e amanti della cucina tedesco-americana.

Entrare al Berghoff significa respirare un’atmosfera d’altri tempi, tra arredi tradizionali, specialità mitteleuropee e un’identità che ha saputo resistere ai cambiamenti della città. È il luogo ideale per una pausa a tavola che diventa anche un racconto di storia americana.

Lulu’s Hot Dogs, una sosta dal sapore autentico

Lasciando il centro e seguendo il percorso storico della Route 66 verso sud-ovest, si raggiunge una tappa più informale, ma altrettanto significativa: Lulu’s Hot Dogs, al 1000 South Leavitt Street.

Qui l’eleganza dei grandi edifici lascia spazio alla cultura popolare dei piccoli locali americani, quelli in cui si entra per mangiare qualcosa di veloce e si finisce per scoprire un pezzo di vita quotidiana.

A conduzione familiare dal 1968, Lulu’s conserva lo spirito dei tradizionali punti di ristoro di quartiere. Il menu richiama i grandi classici dello street food di Chicago: hot dog, salsicce, hamburger, patatine e altri piatti della cucina informale americana.

Una delle caratteristiche più riconoscibili del locale è il suo legame visivo con la Mother Road, celebrato anche attraverso un murale a tema Route 66 sulla facciata. È una tappa perfetta per una fotografia ricordo e per assaggiare uno dei piatti simbolo della città.

Lulu’s rappresenta un volto diverso di Chicago, lontano dai grattacieli e dalle grandi attrazioni turistiche. È la Chicago dei quartieri, delle insegne storiche e dei luoghi che continuano a vivere grazie alla loro clientela e alla loro identità.

Per chi percorre la Route 66, fermarsi qui significa ricordare che la storia di una strada non è fatta soltanto di chilometri, ma anche di tavole condivise, soste improvvisate e piccoli indirizzi capaci di lasciare il segno.

Il Chicago Cultural Center, uno scrigno di bellezza

Dopo i motori e la cucina americana, il viaggio cambia ritmo. Nel cuore della città, di fronte al Millennium Park, si trova il Chicago Cultural Center, uno degli edifici pubblici più spettacolari di Chicago.

Inaugurato nel 1897 come biblioteca pubblica cittadina, il palazzo colpisce già dall’esterno per la sua architettura monumentale. Ma è all’interno che si rivela in tutta la sua magnificenza: marmi pregiati, decorazioni elaborate, mosaici scintillanti e ambienti che sembrano concepiti per celebrare il dialogo tra arte, cultura e bellezza.

Particolarmente suggestivi sono i marmi bianchi di Carrara, provenienti dalle stesse cave italiane associate alla grande tradizione scultorea rinascimentale, e i mosaici realizzati con vetro, foglia d’oro, madreperla e pietre decorative.

In questi ambienti si riconosce una forte impronta della tradizione artistica italiana. I mosaici evocano la grande cultura musiva della penisola. Offrono anche l’occasione per ricordare anche la maestria delle comunità artigiane del Friuli-Venezia Giulia, terra dalla lunga tradizione nella lavorazione del mosaico.

Il palazzo custodisce inoltre una meraviglia assoluta. La grande cupola in vetro Tiffany della Preston Bradley Hall, celebre per le sue migliaia di elementi di vetro colorato. La luce attraversa la cupola e si diffonde nella sala creando un effetto scenografico che cambia con le ore del giorno.

Il Chicago Cultural Center è una tappa che merita tempo e attenzione, anche perché ospita mostre, eventi e iniziative culturali. È una scoperta che arricchisce l’itinerario e dimostra quanto la storia di Chicago sia legata anche al contributo delle culture europee e italiane.

Navy Pier e FlyOver Chicago, il volo sulla città

Il viaggio può concludersi sul lungolago del Michigan, a Navy Pier, uno dei luoghi più frequentati e riconoscibili della città. Con la sua passeggiata panoramica, i ristoranti, le attrazioni e le vedute sullo skyline, il Pier è una destinazione ideale per scoprire una Chicago contemporanea, vivace e proiettata verso il futuro.

Nel 2026 Navy Pier assume un significato particolare anche per la celebrazione del centenario della Route 66. La città lo ha infatti riconosciuto come punto di partenza simbolico per le iniziative dell’anniversario. Affiancandolo al tradizionale riferimento storico all’incrocio tra Adams Street e Michigan Avenue.

Qui la storia della strada incontra una nuova forma di esplorazione: FlyOver Chicago, un’esperienza immersiva che permette di vivere la città dall’alto.

Non si tratta di un cinema tradizionale. Gli spettatori vengono sistemati su sedili sospesi davanti a un grande schermo avvolgente. Le immagini, unite agli effetti sensoriali, creano la sensazione di volare sopra i paesaggi rappresentati.

Il risultato è un’esperienza coinvolgente, pensata per dare l’impressione di sorvolare luoghi iconici, con prospettive spettacolari e una forte sensazione di movimento. È un modo originale per osservare la città e il suo paesaggio urbano. Lasciarsi trasportare in un viaggio visivo che trasforma la visita in qualcosa di più di una semplice passeggiata turistica.

Dopo aver seguito le tracce dei primi automobilisti, aver scoperto le storie dei ristoranti storici e ammirato le opere d’arte custodite nel Cultural Center, questa esperienza offre un finale sorprendente: guardare Chicago da una prospettiva comple

tamente nuova.

Chicago, una città da attraversare e da vivere

Questo itinerario racconta una Chicago fatta di contrasti e continuità. Da una parte c’è la memoria della Route 66, con i suoi automobilisti, i locali storici e il sogno americano del viaggio verso Ovest. Dall’altra c’è una metropoli moderna, ricca di architettura, cultura, arte e nuove esperienze immersive.

Visitare Chicago seguendo questo percorso significa scoprire che la Route 66 non è soltanto una strada da percorrere, ma un racconto fatto di persone, edifici, sapori e sogni.

E forse è proprio questo il segreto della Mother Road. Ogni viaggio comincia in un luogo preciso, ma sono gli incontri e le storie raccolte lungo il cammino a renderlo indimenticabile.

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