MINI Countryman JWC: 300 CV per tornare a divertirsi
La più grande delle MINI indossa l’abito John Cooper Works e ritrova tutta la sua anima sportiva. 300 CV, trazione integrale ALL4 e 0-100 km/h in 5,4 secondi. Ma è soprattutto al volante che la Countryman JCW sorprende, anche nel confronto diretto con la MINI Aceman JWC elettrica.
Ci sono automobili che hanno il compito di portarci da un punto all’altro. E poi ce ne sono alcune che riescono a trasformare il viaggio in parte dell’esperienza. La nuova MINI Countryman JWC ALL4 appartiene senza dubbio alla seconda categoria.
La Countryman è ormai lontana, per dimensioni e filosofia, dalla piccola MINI che abbiamo conosciuto negli anni. Oggi è un crossover spazioso, tecnologico e adatto anche ai viaggi in famiglia. Ma nella versione John Cooper Works ritrova quel carattere irriverente e sportivo che ha accompagnato la storia del marchio.
Il risultato è una vettura che, numeri alla mano, non scherza affatto: 300 CV,400 Nm di coppia, trazione integrale ALL4, 0-100 km/h in 5,4 secondi e 250 km/h di velocità massima.
MINI Countryman JWC : tradizione John Cooper Works, in formato XXL
La Countryman è oggi la MINI più grande della famiglia, ma il trattamento John Cooper Works riesce a darle un aspetto decisamente più aggressivo. Il frontale, gli elementi aerodinamici, i dettagli specifici, i cerchi di grandi dimensioni e le finiture in contrasto costruiscono un’immagine immediatamente riconoscibile.
Non è un esercizio di nostalgia. Piuttosto, è un modo contemporaneo di interpretare una tradizione che affonda le proprie radici nel mondo delle competizioni.
La sigla JCW porta con sé oltre cinquant’anni di storia sportiva e sulla Countryman viene reinterpretata attraverso un linguaggio più moderno, senza rinunciare a quei richiami che hanno contribuito a costruire l’identità MINI.
Il risultato è una vettura che non passa inosservata, ma che soprattutto comunica già da ferma l’idea di avere qualcosa in più sotto il cofano.
MINI Countryman JWC : il quattro cilindri che cambia tutto
Sotto il cofano della Countryman JCW troviamo un quattro cilindri 2.0 turbo benzina capace di sviluppare 300 CV e 400 Nm di coppia, disponibili tra 2.000 e 4.500 giri/minuto.
La trazione integrale ALL4 permette di scaricare la potenza sulle quattro ruote e contribuisce a rendere la vettura efficace anche quando l’asfalto non offre condizioni ideali.Il risultato è una progressione che sorprende per una vettura di queste dimensioni.
I 5,4 secondi necessari per passare da 0 a 100 km/h sono già sufficienti a raccontare il potenziale della JCW. La velocità massima arriva a 250 km/h.
La Countryman JCW ha infatti quella capacità, tipicamente MINI, di rendere la guida più coinvolgente di quanto ci si aspetterebbe guardando semplicemente la scheda tecnica. Lo sterzo, la risposta dell’acceleratore e la capacità della trazione integrale di gestire la coppia trasformano le strade tortuose in un terreno di gioco decisamente interessante. È una Countryman, certo. Ma quando la strada si fa interessante, la sigla John Cooper Works torna a ricordarci perché esiste.
Grande, ma ancora MINI
La JCW misura 4.447 mm di lunghezza, 1.843 mm di larghezza e 1.645 mm di altezza, con un passo di 2.692 mm. Numeri che la collocano a tutti gli effetti nel mondo dei crossover compatti e che permettono di offrire un abitacolo più versatile rispetto alle MINI di qualche generazione fa.
Anche il bagagliaio conferma questa vocazione: la capacità varia da 505 a 1.530 litri. Il peso secondo normativa UE è di circa 1.660 kg.
Non sono dimensioni da utilitaria e nemmeno il peso lo è. Eppure, una volta seduti al volante, la Countryman riesce a mascherare sorprendentemente bene la propria massa.
È uno dei suoi aspetti più interessanti: la sensazione non è quella di guidare un SUV potente, ma quella di avere a disposizione una MINI cresciuta parecchio, senza aver perso completamente la voglia di divertirsi.
MINI Countryman JWC , Udine-Istria: il confronto con l’elettrico
È però durante i viaggi che la nostra prova ha messo in evidenza una differenza ancora più significativa.
Abbiamo percorso con la Countryman JCW lo stesso itinerario da Udine all’Istria già affrontato in precedenza con la MINI Aceman elettrica.
E il confronto, in questo caso, è stato particolarmente interessante.
Sul medesimo tracciato, con la Countryman a benzina abbiamo impiegato circa la metà del tempo rispetto al viaggio effettuato con l’Aceman elettrica.
Una differenza che non può essere attribuita semplicemente alle prestazioni delle due vetture. Il fattore determinante è stato soprattutto il modo diverso di gestire il viaggio.
Con la Countryman il rifornimento richiede pochi minuti e poi si riparte. Con l’elettrica, invece, il viaggio è stato maggiormente condizionato dalla necessità di individuare punti di ricarica disponibili e funzionanti.
Nel nostro percorso abbiamo incontrato poche colonnine funzionanti, e le soste necessarie per la ricarica hanno inevitabilmente inciso sui tempi complessivi.
È una differenza che emerge soprattutto quando si esce dall’utilizzo quotidiano e si cominciano ad affrontare trasferimenti più lunghi.
Benzina contro elettrico: il conto non è così scontato
C’è poi un secondo elemento che merita attenzione: il costo.
A prima vista l’elettrico dovrebbe avere un vantaggio evidente sotto il profilo del costo dell’energia. Nel nostro caso, però, il risultato del viaggio è stato diverso.
Il costo del carburante della Countryman JCW è risultato leggermente superiore a quello delle ricariche elettriche effettuate con la Aceman.
Eppure, considerando il viaggio nel suo complesso, abbiamo comunque risparmiato di più con la Countryman a benzina.
Il motivo è semplice: il costo dell’energia non racconta da solo il costo reale di un viaggio.
Nel nostro caso hanno pesato anche le soste, i tempi necessari per la ricarica e la disponibilità limitata delle infrastrutture incontrate lungo il percorso.
È bene precisare che questo risultato riguarda la nostra prova, su quello specifico itinerario e nelle condizioni in cui abbiamo effettuato i due viaggi. Non significa che un’auto benzina sia sempre più economica di un’elettrica: costi e tempi possono cambiare sensibilmente in funzione del percorso, delle tariffe di ricarica, dei consumi e della disponibilità delle infrastrutture.
Ma l’esperienza è stata comunque indicativa.
La Aceman è diversa. E proprio per questo il confronto è interessante
La MINI Aceman elettrica offre un’esperienza di guida completamente differente. La risposta immediata del motore elettrico, l’assenza del rumore del propulsore termico e la possibilità di muoversi con costi energetici contenuti rappresentano elementi interessanti soprattutto nell’utilizzo quotidiano.
Ma sul nostro percorso verso l’Istria la Countryman JCW ha dimostrato una maggiore immediatezza nella gestione del viaggio.
E non soltanto per una questione di tempi.
La differenza più evidente è stata probabilmente quella legata al piacere di guida.
L’elettrico regala una spinta istantanea e molto efficace, ma il 2.0 turbo benzina della JCW aggiunge una componente meccanica che rende l’esperienza più partecipativa. Ci sono il suono del quattro cilindri, la progressione del motore, la risposta dell’acceleratore e il comportamento della trazione integrale. Elementi che non si misurano soltanto con un cronometro. E che, soprattutto su una vettura con la scritta John Cooper Works, fanno parte del suo carattere.
Una JCW che non rinuncia alla vita quotidiana
Il merito principale della Mini Countryman JCW è forse proprio questo equilibrio.
Da una parte ci sono 300 CV e 400 Nm, una trazione integrale e prestazioni da sportiva. Dall’altra ci sono spazio, cinque porte, un bagagliaio da 505 litri, una posizione di guida rialzata e dimensioni che la rendono utilizzabile anche come automobile di tutti i giorni.
È una doppia personalità che funziona.
Durante la settimana può essere una vettura familiare e versatile. Nel fine settimana può diventare il mezzo con cui cercare una strada panoramica e qualche curva in più.
E in viaggio, almeno sulla rotta che abbiamo provato, ha dimostrato di avere un altro vantaggio: la possibilità di affrontare lunghe distanze senza dover costruire il percorso intorno alla rete di ricarica.
Il ritorno del piacere di guidare
La nuova MINI Countryman John Cooper Works non è la MINI più piccola, né la più leggera, né quella più razionale della gamma. Ma forse non deve esserlo.
La sua ragion d’essere è un’altra: prendere una Countryman diventata grande, tecnologica e versatile e darle nuovamente una forte personalità sportiva.
Il confronto con la Aceman elettrica, sul nostro percorso Udine-Istria, ha poi aggiunto un elemento interessante alla prova: la Countryman JCW ha richiesto circa la metà del tempo e, nonostante il costo del carburante leggermente superiore a quello delle ricariche effettuate, ci ha permesso di spendere complessivamente meno.
È un risultato legato alle condizioni specifiche della nostra prova, ma racconta bene una realtà spesso dimenticata quando si parla di mobilità: il costo di un viaggio non è soltanto quello dell’energia utilizzata. Alla fine, però, la ragione per scegliere la Countryman JCW potrebbe essere molto più semplice. Perché quando finalmente arriva una bella strada tutta curve, questa MINI ha ancora voglia di giocare.
















